TV: guida all’acquisto

Scegliere il televisore giusto, vista la moltitudine di offerte disponibili sul mercato, può risultare un’impresa complessa tra le più disparate tecnologie e i tanti i parametri tra i quali scegliere, ecco una semplice guida all’acquisto della TV online.

Dimensione dello schermo della TV

La grandezza dello schermo è uno dei criteri principali per la scelta della TV.

La dimensione dello schermo si misura in pollici (un pollice misura 2,54 centimetri) e corrisponde alla sua diagonale.

Si tratta della misura della diagonale dello schermo e non dell’ingombro totale della TV, bisogna fare attenzione quindi a prendere la misura totale, piedi inclusi, per essere sicuri che il televisore vada nella posizione desiderata.

Per scegliere la giusta dimensione della TV, bisogna stimare la distanza da cui verrà guardata quest’ultima, cioè la distanza che va dal divano (o dal letto) alla TV.

In generale, si consiglia di posizionarsi ad una distanza equivalente a due o tre volte la diagonale dello schermo.

Ma la distanza varia anche in base alla risoluzione: più la risoluzione è alta, meno i pixel saranno visibili e minore sarà la distanza da cui si potrà guardare la TV senza perdere i dettagli dell’immagine.

La tabella seguente, riassume la distanza consigliata in base alla definizione della TV

HD Ready (1280×720 pixel)Full HD (1920×1080 pixel)Ultra HD (3840×2160 pixel)
Distanza raccomandata3,9 volte la diagonale dello schermo2,6 volte la diagonale dello schermo1,3 volte  la diagonale dello schermo
Tra 1 e 1,5 metri< 19″da 19″ a 24″da 40″ a 46″
Tra 1,5 e 2 metrida 19″ a 23″da 25″ a 32″da 46″ a 55″
Tra 2 e 3 metrida 24″ a 32″da 32″ a 46″da 56″ a 85″
Tra 3 e 4 metrida 32” a 40″da 46″ a 55″> 85″

Definizione della TV

La definizione della TV indica il numero di pixel presenti sullo schermo, più è alta, più le immagini saranno dettagliate.

Oggi, ad eccezione di alcune TV con tecnologia HD Ready (ovvero con risoluzione massima pari a 1280 x 720 pixel), le risoluzione più utilizzate sono Full HD (chiamata anche 1080p), con i suoi 1920×1080 pixel, e la Ultra HD 4K (3840 x 2160 pixel).

I modelli di TV più avanzati, sono quelli con definizione Ultra HD 4K, ovvero 4 volte la definizione del Full HD.

Il mondo del marketing ha mescolato i diversi termini, quindi, quando parliamo di televisori LCD, LED o OLED, le parole 4K, UHD e UHD 4K significano esattamente la stessa cosa: una definizione di 3840 x 2160 pixel con un rapporto di 16:9.

Per godere appieno di questa alta definizione bisogna trovare fonti compatibili, non ci sono molti Blu-ray UHD in commercio e i canali televisivi trasmettono generalmente in Full HD.

Tuttavia, grazie alla massiccia diffusione negli ultimi tempi di televisori Ultra HD 4K, c’è stato un netto miglioramento della disponibilità di contenuti in 4K, soprattutto da parte dei servizi di streaming on demand come Netflix, YouTube e Amazon Video ma, per usufruirne appieno, è meglio disporre di una connessione internet in fibra ottica.

Ad ogni modo, oltre ai contenuti nativi in UHD, questi televisori sono dotati di una sistema, chiamato upscale, in grado di convertire automaticamente qualsiasi contenuto Full HD in UHD, migliorandone la qualità.

Se il budget lo permette, è quindi preferibile stare al passo e acquistare una TV UHD 4K che, probabilmente, diverrà lo standard da qui a pochi anni.

Da poco sono entrati nel mercato i nuovissimi televisori 8K, con definizione 7680×4320 pixel, il cui costo è ovviamente superiore ai TV 4K.

Schermo piatto o schermo curvo

Dopo la rivoluzione dello schermo piatto, ecco che arrivano gli schermi curvi. 

Le TV a schermo curvo sfruttano le stesse tecnologie dei display piatti, in particolare a LED e OLED, l’unica differenza sta nei metodi costruttivi utilizzati per creare l’incurvatura.

A parità di dimensioni, lo schermo curvo ha una superficie minore rispetto allo schermo piatto, di conseguenza riflette meno luce.

Oltre all’estetica e all’effetto “wow”, la curvatura dello schermo dovrebbe rendere l’esperienza visiva più coinvolgente, riducendo allo stesso tempo l’affaticamento degli occhi.

In effetti, l’intera superficie del televisore si trova alla stessa distanza dagli occhi dello spettatore che beneficia quindi di un miglior comfort di visione.

In teoria, ogni spettatore dovrebbe beneficiare di una qualità dell’immagine ottimale, indipendentemente dalla sua posizione rispetto al televisore. In pratica non è così, chi si trova in posizione centrale gode di una qualità delle immagini superiore rispetto a chi si trova ai lati del monitor.

La dimensione percepita di un monitor curvo di 55 pollici, è di 55,8 pollici, se osservato ad una distanza fino a 2,5 metri, tale percezione diminuisce progressivamente aumentando la distanza e si annulla completamente a 5 metri.

Andando oltre i 5 metri si ottiene l’effetto opposto, con lo schermo che sembrerà addirittura più piccolo.

Le TV a schermo curvo costano mediamente di più dei modelli a schermo piatto, la scelta dipende dal budget disponibile e dai gusti.

Spesso la differenza di prezzo non è giustificata vista la poca diversità tra i due modelli, se non puramente estetica.

Differenza tra LED, QLED e OLED

La tecnologia LED si basa su diodi a emissione di luce disposti sul retro dello schermo.

Uno dei vantaggi del monitor LED, rispetto al monitor LCD tradizionale (la cui retroilluminazione è basata su lampade a fluorescenza), è il consumo energetico inferiore con prestazioni comunque superiori.

Esistono 3 tipi diversi di retroilluminazione a LED:

  • La retroilluminazione CCFL è la tecnologia più vecchia, in gran parte abbandonata dai produttori, ma utilizzata ancora nei modelli di TV a basso costo.
  • La retroilluminazione Full LED (Full-array) consiste in una serie di LED che si estende sul retro dello schermo LCD. I televisori che utilizzano questa retroilluminazioni sono di fascia più alta, con un’illuminazione più precisa e uniforme, ottengono immagini di migliore qualità e consumano di meno.
  • I LED a illuminazione laterale (Edge LED) sono posti sui bordi dello schermo e la luce viene riflessa su tutta la superficie. A seconda della scelta del costruttore, le luci possono trovarsi in alto e in basso, a sinistra e a destra o lungo i 4 bordi della TV. Questa tecnologia consente di creare televisori sempre più sottili.

La tecnologia utilizzata per i monitor OLED (Organic Light Emitting Diode) è diversa da quella delle TV LED e QLED che, sostanzialmente, sono dei monitor LCD evoluti.

Come il LED, l’OLED è una tecnologia apparsa per la prima volta sui dispositivi più piccoli (smartwatch, smartphone e tablet), fino ad arrivare sui televisori di fascia alta.

A differenza del LED, l’OLED non utilizza i diodi che si illuminano quando sono attraversati dalla corrente, ma i pixel sono composti di materia organica che si illumina con impulsi elettrici. 

Non hanno quindi bisogno di retroilluminazione e il nero è “puro” in quanto viene riprodotto con pixel spenti, e di conseguenza il contrasto è infinito.

I principali vantaggi di questa tecnologia sono i televisori incredibilmente sottili e il consumo energetico inferiore rispetto ai LED, inoltre, grazie alla tecnologia OLED, i colori sono riprodotti in maniera eccezionale da qualsiasi angolazione.

L’aspetto negativo è che i televisori OLED sono ancora molto costosi.

Un buon compromesso è il QLED (nome commerciale utilizzato da Samsung per descrivere i loro nuovi TV LED), una tecnologia che funziona seguendo lo stesso principio dell’OLED.

I televisori QLED (Quantum dot LED) sono dotati di minuscoli cristalli (nanocristalli) che emettono luce non appena vengono attraversati da corrente elettrica.

Questi cristalli hanno la dimensione di un atomo e offrono diverse tonalità di colore in base al loro diametro ma anche un consumo energetico inferiore.

Combinandoli con la retroilluminazione dello schermo, si ottengono colori con una gamma di tonalità più estesa rispetto ai TV LED tradizionali.

Il tutto ad un prezzo più abbordabile rispetto alla tecnologia OLED, anche se quest’ultima resta comunque la migliore avendo il vantaggio di mostrare un nero completo.

TV con HDR

Tecnologia proveniente dalla fotografia, l’HDR (High Dynamic Range) che in italiano è possibile tradurre con Ampia Gamma Dinamica), serve a migliorare le prestazioni del contrasto e la riproduzione del numero di colori che possono essere visualizzati sullo schermo.

Gli schermi che dispongono di questa tecnologia riescono ad ottenere un’immagine più realistica, soprattutto quando si tratta di diversi livelli di intensità della luce.

Grazie all’HDR, è possibile riprodurre i dettagli delle immagini molto scure e molto luminose ignorando i neri bloccati o i bianchi completamente bruciati.

Ma non basta disporre di una TV HDR per usufruire di tutte le immagini in questa qualità superiore, bisogna che il contenuto che si sta guardando sia masterizzato appositamente per l’HDR.

In pratica anche il video sorgente, oltre al televisore, deve essere compatibili con il formato HDR.

Smart TV

Con una connessione WI-Fi o una presa Ethernet, oggi anche i televisori possono connettersi ad Internet e accedere a nuove funzionalità, in particolare alla riproduzione di contenuti on demand, grazie ai servizi di streaming come Netflix, YouTube e Amazon Video.

Con l’ausilio di sistema operativi come Android TV (Sony, Philips e Sharp), Tizen (Samsung), Firefox OS (Panasonic) e WebOS (LG), è possibile installare applicazioni come su uno smartphone e aggiungere altre funzionalità al televisore.

Skype, Facebook, Spotify e Deezer sono facilmente accessibili con un semplice clic del telecomando.

La connessione Wi-Fi o via cavo è utile anche per la trasmissione di contenuti disponibili sulla rete locale, infatti grazie alla tecnologia DLNA (Digital Living Network Alliance) è possibile riprodurre i file multimediali memorizzati su un computer, direttamente sulla TV.

Se il prezzo della smart TV è troppo alto, si può sempre trasformare un semplice televisore in smart TV grazie a Google Chromecast o ad Amazon Fire TV Stick.

TV 3D

Dopo il successo riscontrato al cinema, diversi anni fa il 3D è approdato nel mondo dei televisori.

Sebbene di gran moda al momento della sua comparsa, questa tecnologia sta chiaramente perdendo colpi, ma esiste ancora qualche modello di TV 3D in commercio.

Per visualizzare le immagini in 3D è necessario disporre di occhiali compatibili, solitamente forniti insieme al televisore.

Ci sono due tipi di tecnologia 3D:

  • Il 3D attivo richiede occhiali alimentati a batteria sincronizzati con la TV. Le immagini a sinistra e a destra lampeggiano alternativamente sullo schermo, contemporaneamente le lenti da opache diventano trasparenti. Quando l’immagine di sinistra viene visualizzata sullo schermo, la lente a sinistra diventa trasparente e la lente a destra opaca. Quando invece viene visualizzata l’immagine a destra, la lente a sinistra diventa opaca e la lente a destra trasparente. Le immagini sono un FULL HD ma gli occhiali sono pesanti e alla lunga tendono a stancare.
  • Con il 3D passivo, invece, bastano delle semplici lenti polarizzate per gestire l’immagine tridimensionale. Gli occhiali non sono sincronizzati con la TV e sono più leggeri e più comodi grazie all’assenza delle batterie. D’altro canto, la definizione è in HD 720px per ciascun occhio.

Da notare che sia Samsung che Philips hanno abbandonato la tecnologia 3D, mentre la Sony offre ancora questa tecnologia su qualche modello di TV.

Connettività della TV

La prima cosa da verificare, quando si acquista una smart TV, è il numero di prese HDMI presenti.

Esse consentono di connettere alla TV quasi tutti i dispositivi moderni, come un lettore Blu-ray, un decoder o una console di gioco.

Meglio assicurarsi che siano porte HDMI 2.0 con supporto HDCP 2.2 in modo da vedere perfettamente i contenuti UHD.

Altro vantaggio dei cavi HDMI è la funzione ARC (Audio Return Channel) che serve per trasmettere l’audio dal televisore direttamente su una soundbar o un sistema Dolby Surround.

Senza questa funzione, bisogna collegare la TV tramite un’uscita ottica e quindi gestire il volume su ciascun dispositivo in modo indipendente, utilizzando telecomandi separati.

Per quanto riguarda il collegamento di dispositivi più vecchi come lettori DVD o vecchie console di gioco, bisogna che ci siano ingressi analogici come le prese SCART.

Per le smart TV è essenziale disporre di una connessione ad Internet (Wi-Fi o cablata). Per collegare la TV alla rete, c’è bisogno della presa Ethernet RJ45.

Infine, le porte USB sono utili per collegare le chiavette USB, periferiche di input (come mouse o tastiere) o un hard disk esterno, ciò consente di riprodurre contenuti multimediali sulla TV, senza passare dalla rete DLNA.

Alcuni televisori hanno anche la funzione per registrare su supporti USB, i quali vanno a sostituire il vecchio videoregistratore digitale.

Infine, meglio controllare che la smart TV sia dotata di connessione Bluetooth, molto utile per collegare facilmente mouse, tastiere e smartphone al proprio TV,